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Giochi per Dominare la Paura
di: Maurizio Tucci
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SVILUPPARE LA FORZA PER GIOCARE

“La nonviolenza conduce all'etica più elevata, che è il fine dell'evoluzione. Se non smettiamo di fare soffrire altri esseri viventi rimarremo dei selvaggi”. [Thomas Alva Edison]


Più la nostra energia, potere, forza e vitalità sono immediatamente disponibili è più siamo nelle condizioni appropriate per giocare nuovi giochi. Per prima cosa dunque è importante verificare la qualità e la direzione della propria “intenzione” e poi rinforzare i “4 poteri” ( il nucleo delle proprie risorse). Quando entriamo in pieno contatto con ciò che nessuno può toglierci sviluppiamo l’essenza dell’”abilità di rispondere agli eventi” ed intensifichiamo i poteri pubblici e quelli privati per espandere un robusto spirito di iniziativa. La forza per giocare è alimentata da:

Pensieri e Sentimenti: i nostri poteri privati ed interni. L’insieme di convinzioni, valori, ragionamenti e modi di conoscere che costituiscono il nostro nucleo interno.

Linguaggio e Comportamenti: i nostri poteri pubblici ed esterni. Da una parte le parole, l’uso e la manipolazione di simboli, e dall’altra le azioni e l’abilità di esprimere pensieri e sentimenti attraverso comportamenti congruenti.

Quando siamo in contatto con le nostre “Risorse” non c’imbarchiamo in progetti privi di senso, né diventiamo ansiosi di dimostrare le nostre capacità o impazienti di ottenere una promozione. Da una parte assumiamo una “posizione intenzionale” riguardo a ciò che vogliamo realizzare e, dall’altra ci appropriamo del nucleo dal quale valutare ed evitare i sei modi per provare frustrazioni inutili ( 1. Ignoranza delle proprie risorse, 2. Manager incompetenti che guidano collaboratori capaci, 3. Un team inadeguato, 4. Un manager incapace di creare un clima di armonia nel proprio ufficio, 5. Un manager senza la forza d’imporre la disciplina, 6. Un manager carente nelle proprie competenze di base. )

Oltre ad un elevato grado di consapevolezza in merito a ciò che si vuole realizzare è anche necessaria la avere le idee chiare sulle “disfatte” che si possono evitare. Espandendo le “4 forze” che alimentano il nostro Potere Personale amplifichiamo gli stati di risorsa, e ci prepariamo al faccia a faccia con i “draghi della mente” che bloccano la via al castello.



ADDOMESTICARE LA PAURA DEI “DRAGHI”

“Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio”. [Ecclesiaste ]

“Ecco a voi... lo SCANNA SQUALI!!!!” [ dal film Shark tale”]


Finalmente faccia a faccia! Questo è il momento adatto per quello che chiamiamo il “Gioco del Rifiuto”. E’ ora di “scacciare” il drago! Se t’interessa indebolire ciò che influenza o controlla il tuo stile di vita hai un ottimo motivo per fare sul “serio” nel mandare al diavolo i pensieri e i sentimenti che impediscono la via al castello.

Perché rivoltare le proprie energie contro sé stessi? Così facendo, presto o tardi, c’è il rischio di assistere ad un’invasione di campo dei “draghi” che favoriscono situazioni sull’orlo di una crisi di nervi. Un po’ come succede al ciuchino di “Sherek2” quando urla: "Bene, che nessuno si muova... ho un drago qui e non ho paura di usarlo!!! Sono un ciuco sull'orlo di una crisi di nervi!"

Allora? E’ ora di scoraggiare i “draghi” che si presentano senza invito alla tua festa?

Un aspetto importante nel domare la paura dei draghi consiste nell’imparare che le "emozioni sono solo dei segnali. Cosa vuol dire? Ciò che sentiamo nel nostro corpo - in termini davvero semplici – deriva dalle nostre valutazioni. Valutiamo il mondo circostante attraverso il nostro ”Modello del Mondo Personale”. Ma qual è la differenza che emerge fra il nostro “Modello del Mondo” e la nostra “Esperienza del Mondo”? Tale differenza viene registrata come una “emozione” nel nostro sistema mente-corpo. Questo significa che un’emozione è un’informazione – è solo un segnale – riguardo alla differenza fra il proprio “punto di vista” ( il modello personale) e l’esperienza del mondo circostante.

Per addomesticare i “draghi” ci avvaliamo di una semplice consapevolezza. Chiunque si può rendere conto che nella vita, nel lavoro e nella gestione delle emozioni è sempre possibile commettere “errori” ed è più facile accettare tali “errori” se ci consideriamo individui “gloriosamente fallibili”. Non solo possiamo accettare il fatto che gli “errori” sono solo risultati, ma possiamo “sbagliare” con gloria.

In altre parole ci sono “stati della mente” che sono di grande supporto per giocare al gioco del “permesso” e dell’“accettazione”. Con questi pensieri e sentimenti possiamo danzare anche con i “draghi” più assurdi e dispettosi. Ecco i cinque passi:

1) Dà un nome al Drago,

2) abbraccialo,

3) analizzalo,

4) affamalo

5) e infine, aggiungi uno stato di risorsa che lo renda innocuo
.

Più il drago è infido e più teniamo a mente la musica che accompagna la danza. Il sottofondo più efficace per danzare con un “drago della mente” è lo stato di accettazione per ciò che non può essere cambiato. Tuttavia ciò che possiamo cambiare è il nostro stato; come recita un antico proverbio orientale: “Se guardi al canneto con pace, ti darà frescura. Se guardi al canneto con ira, ti darà percosse”.