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Giochi per Dominare la Paura
di: Maurizio Tucci
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“La miseria è come il leone, se non la combatti ti mangia" [proverbio africano]



Ti sei mai trovato ad affrontare una situazione con qualcuno che t'incitava a sforzarti di più? Credi che “fare sforzi” sia l’opposto del “restare tranquilli”?

A quanto pare non tutti gli obiettivi sono a “portata di mano”.

Fortunatamente però, quando un obiettivo non è immediatamente raggiungibile, può essere “spezzettato” in una serie di piccole porzioni; così, un boccone alla volta, può essere digerito. Ingoiare un elefante in solo boccone sarebbe una impresa titanica, non ti pare? Nondimeno, molte persone si sottopongono ad enormi frustrazioni di fronte ad un obiettivo che richiede solo di essere spezzettato. Poi, però, si meavigliano di non aver saputo ingoiare con un solo boccone quel povero elefante.

Diciamocelo, da una parte sottovalutano le 10 condizioni necessarie per disegnare un obiettivo e dall’altra arrivano a credere che è principalmente una questione di “impegnarsi di più” e/o di insistere con un “maggiore sforzo”.

Purtroppo esagerare nel caricarsi di energia ed eccedere nello sforzo per raggiungere un obiettivo è uno dei modi per sabotare se stessi nella realizzazione di qualcosa. Naturalmente non c’è dubbio che per ottenere una prestazione eccellente è utile prendere un impegno nel dare il meglio di sé, ma è anche importante bilanciare e arricchire l’impegno nel “lottare” per qualcosa con un tappeto di emozioni, come la fiducia e tranquillità, che trasformano la semplice determinazione in azione fluida.

Un’immagine che può chiarire l’atto di “sforzarsi senza sforzo” è offerta dalla prestazione artistica di una prima ballerina. Osservando la grazia di una stella della danza che balla sulle punte sarete incantati soprattutto dalla leggiadria e solitamente non appariranno sul viso di un’etoille tutte le ore che ha effettivamente speso in sala prove. In casi simili ciò che traspare è solo la grazia e non l’allenamento e l’investimento fatto in sala prove. La stessa cosa accade per un cantante d’opera o per un pattinatore sul ghiaccio. Sarebbe assurdo immaginare Luciano Pavarotti che affronta un’intera opera senza un appropriato allenamento, ma con tutti gli organi preposti al canto perfettamente rilassati.

Ecco perché è importante la forza; sostiene la grazia e il rilassamento. Cosa accade però quando la forza viene meno e ci sentiamo spronati ad agire spinti dalla rabbia, dalla paura o da altre emozioni primitive?

E’ un po’ come tornare indietro di qualche millennio al tempo in cui la sopravvivenza sulla terra era limitata dalla paura dei pericoli e dalla scarsità. Oggi, pur senza quelle limitazioni – senza la stessa scarsità, ma in piena abbondanza di risorse – molte persone sono spronate dalle stesse emozioni che sostenevano le azioni dei primi uomini primitivi. Quando le cose procedono in questo modo la paura di non avere abbastanza ci spinge, inutilmente, a fare di più. D’altra parte “sforzo” e “tranquillità” non sono opposti, ma complementari.

In effetti tanto nel mondo del lavoro quanto nelle relazioni personali è facile notare con quale rapidità le migliori qualità di un individuo vengono annullate se sperimenta uno stato mentale fatto di panico, dubbi ripetuti e/o da un “senso di scarsità”. Una piena consapevolezza dell’improduttività di certi stati mentali emerge negli scritti di San Bernardo quando scrive che “l'avarizia è un continuo vivere in miseria per paura della miseria”. Ma poiché siamo noi a fornire un significato a ciò che ci succede, siamo anche liberi di scegliere la “cornice mentale” in cui vogliamo vivere.

Se da una parte le azioni che nascono da una “cornice di scarsità” producono interazioni basate sullo sfruttamento della situazione e degli altri, dall’altra il modo di interagire di chi parte da una “cornice dell’abbondanza” trasforma le esperienze in un celebrazione della creatività umana.

Lo spirito di innovazione, la creatività e anche un livello standard di prestazione sono facilitati dall’assenza di obblighi, colpe e aspettative, dalla pazienza, dal distacco e da una vera e propria percezione di “abbondanza” di risorse. Nella cornice mentale della scarsità si sperimenta invece la paura di perdere qualcosa, si coltivano costanti aspettative e c’è un eccesso di concentrazione su se stessi che fa sospettare la presenza di uno o più “draghi della mente”.