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Quando trascuriamo le Differenze
di: Maurizio Tucci







Probabilmente vi suonerà ovvio il fatto che il modo di fare esperienza di ogni essere umano è soggettivo, non è così? Tuttavia avete mai avuto l’opportunità di rendervi conto che il modo in cui facciamo esperienza – come ogni altra cosa – ha una struttura? Vi siete mai trovati a ripercorrere i vostri pensieri – consapevolmente – e a riflettere sul vostro modo specifico di fare esperienza?

Ci sono molte probabilità che abbiate già sentito la nota metafora: “La mappa non è il Territorio”. La “mappa” - intimamente collegata agli interrogativi precedenti – è una spiegazione, una descrizione o una rappresentazione di qualcosa. E’ la rappresentazione del “territorio”. E, forse, conoscete anche l’autore di questa metafora: Alfred Korzybski. Ciò che ora vi apprestate a leggere sono i miei appunti personali da Science & Sanity, ovvero il manifesto della Semantica Generale. Sono appunti che metto volentieri a disposizione perché Science & Sanity è un testo straordinario. Le discipline – o meta-discipline – che si occupano del “cambiamento” e della struttura dell’esperienza soggettiva sono in buona parte debitrici nei confronti dei principi esposti in questo testo del 1933.

L’opera di Korzybski ha influenzato le idee di molti personaggi del novecento. Idee che si sono riversate in diversi campi: architettura, epistemologia, filosofia, biologia, medicina, psicologia, scienze sociali e nelle cosiddette scienze esatte. Paul Watzlavick, Abraham Maslow, Gregory Bateson, Richard Buckminster Fuller e David Bohm sono solo alcuni fra i nomi illustri che includo in questo rapido elenco, necessariamente incompleto.

Resta comunque un mistero come mai – a tuttoggi - non è ancora reperibile una traduzione in italiano di Science & Sanity. Questa è una delle ragioni che mi spinge a colmare questa curiosa lacuna. Con questo non penso che ci fosse un assoluto bisogno di tornare a salire sulle spalle di questo gigante, ma forse qualcuno apprezzerà questi appunti, e forse altri riconosceranno le idee di autori più recenti. Insieme agli “appunti sparsi” dall’opera dell’ingegnere polacco, che tra l’altro studiò anche a Roma, troverete anche altre idee e considerazioni sulla Semantica Generale. Buona lettura.



LA SEMANTICA GENERALE

La semantica riguarda il significato del significato, vale a dire il significato delle parole.

La Semantica Generale riguarda il rapporto del sistema nervoso umano con il mondo che lo circonda, e di conseguenza include la semantica. E fornisce un sistema di integrazione per tutto il pensiero e l’esperienza degli esseri umani.

Ecco alcuni dei principi operativi della Semantica Generale :

1) I sistemi nervosi umani sono strutturalmente simili l’uno all’altro, ma non sono mai esattamente identici;

2) Qualunque sistema nervoso umano è influenzato dagli eventi, verbali o non verbali;

3) Un evento, cioè un avvenimento, influenza corpo e mente intesi come una totalità.


In particolare la Semantica Generale è un termine complessivo per definire i sistemi filosofici non-Aristotelici. Cosa s’intende per sistema non-Aristotelico? E’ un invito a non seguire le forme di pensiero “cementate” dai seguaci di Aristotele per più di duemila anni. Vediamo ora quali sono le intenzioni di un sistema non-Aristotelico. Quali sono i processi alla base delle facoltà uniche dell’uomo? Innanzitutto – con il Principio di non-Identità – la Semantica Generale vuole spazzare la confusione che deriva dall’identificazione.


Personalmente credo che una delle spiegazioni più brillanti ed ironiche riguardo alla confusione delle parole con le cose che rappresentano è stata scritta dall’autore della “Pragmatica della Comunicazione” Paul Watzalavick. Osservando cosa accade nel campo dei disturbi mentali Watzlavick mette – non solo letteralmente – il dito nella piaga: “Nel complesso il nostro campo non ha mai smesso di assumere che l'esistenza di un nome è prova della "reale" esistenza della cosa nominata, a dispetto di Alfred Korzybski (1933) e del suo ammonimento, vale a dire che il nome non è la cosa, la mappa non è il territorio. L' esempio più monumentale di questo tipo di costruzione della realtà, almeno ai nostri giorni, è il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). Ai suoi autori si deve riconoscere quello che è probabilmente il più grande successo terapeutico di tutti i tempi: reagendo a una crescente pressione sociale, non hanno più classificato nella terza edizione, l'omosessualità come un disturbo psichiatrico, curando così milioni di persone dalla loro "malattia" con un tratto di penna.

Ma, scherzi a parte, le conseguenze pratiche e cliniche dell'uso di termini diagnostici sono seriamente studiate da Karl Tomm e dal suo gruppo nel Programma di terapia familiare al Dipartimento di psichiatria dell'Università di Calgary.

Quali pratiche e utili conclusioni si possono trarre da tutto questo?

Se si accetta che la normalità mentale non può essere definita oggettivamente, di conseguenza anche il concetto di malattia mentale risulta altrettanto indefinibile. Ma allora, che dire della terapia?”



TRASCURARE LE ‘DIFFERENZE’

Quando una persona reagisce a una situazione nuova o mutevole come se fosse una situazione vecchia e immutabile, si dice che “identifica”. Korzybski – sempre in Science and Sanity – osserva che spesso i bambini, gli adulti immaturi e gli animali “identificano”.

Intuite le conseguenze della “identificazione”? Questo modo di affrontare la vita è Aristotelico. Cosa vuol dire? La struttura Aristotelica del nostro linguaggio ci porta a trascurare le differenze. In questo modo ci troviamo a generalizzare le etichette che poniamo sugli oggetti. E così finiamo anche col dimenticare che le generalizzazioni riguardano solo le etichette, le quali non sono gli oggetti di cui parliamo. L’implicazione per noi esseri umani concerne il semplice fatto che noi non reagiamo solo all’ambiente fisico esterno, ma anche all’ambiente semantico ( i significati, le premesse, le teorie).

Una reazione semantica è una risposta psico-logica alle parole ed ad altri stimoli relativi ai significati. Un esempio di cui si serve Korzybski per illustrare le reazioni semantiche è il seguente: “A proposito della parola 'cane': il numero di esemplari che conosciamo è necessariamente limitato, e spesso basso. Immaginiamo qualcuno che, nel corso della sua vita, ha avuto a che fare solo con cani buoni. Un bel giorno incontra un cane cattivo. A priori costui si dice «è un cane»; le sue associazioni mentali non contengono nessun tipo di pericolo. Gioca col cane e viene morso. L'asserzione «è un cane» non era quindi priva di pericoli. Questo individuo ha trattato l'animale con le attese semantiche e la valutazione della sua definizione verbale, ma è stato morso dal livello oggettivo, non-verbale, in-dicibile, che possiede altre caratteristiche.”

Le formulazioni di Aristotele sulla scienza del suo tempo erano probabilmente le più esatte disponibili, allora. I suoi seguaci, per duemila anni, accettarono l’identificazione che esse fossero vere per sempre. In tempi più recenti, nuovi sistemi di misurazione smentirono molte di questa “verità”, che tuttavia continuano a essere alla base delle opinioni e delle convinzioni di molta gente. La logica a due valori su cui questo pensiero popolare è fondato ha ricevuto quindi la definizione di Aristotelica ( d’ora in poi useremo l’abbreviazione: A) e la logica a molti valori della scienza moderna ha ricevuto la definizione di non-Aristotelica ( abbreviazione: non-A).

Tra i singoli pensatori che contribuirono a influenzare le menti umane, nessuno riuscì a contagiare tante persone quante il grande Aristotele. Tutte le nostre tragedie iniziarono quando il biologo “intensionale” Aristotele ottenne il predominio, sostituendosi al filosofo matematico “estensionale” Platone, e formulò in un maestoso sistema tutte le identificazioni primarie: le attribuzioni di predicati ai soggetti.

Per duemila anni e più non ci fu permesso di scostarci da tale sistema, sotto minaccia di persecuzione. Per questo si è dato il suo nome alle dottrine a due valori dell’Aristotelismo, mentre invece si sono definite non-Aristoteliche le realtà a più valori della scienza moderna.


NELL’INTERESSE DELLA SANITA’ MENTALE

Come abbiamo già visto la Semantica Generale studia il rapporto del sistema nervoso umano con l'ambiente circostante.

Dunque l’aspetto linguistico ne costituisce solo una parte. Il perno attorno al quale ruota la Semantica Generale è il seguente:

per giungere correttamente a comprendere il significato, occorre tenere conto del sistema nervoso e percettivo che gli fa da filtro.

E – anche solo per gioco - la domanda che possiamo farci è: “A chi appartiene questo sistema nervoso e percettivo? Chi è il proprietario? O anche chi è il creatore-del-significato?”

Le risposte conducono ad un ovvia conclusione; così a causa dei limiti del “proprietario” del sistema nervoso, ciascuno si ritrova a discernere solo una parte della realtà, e mai tutta la realtà. Korzybski per descrivere tali limiti si serve del termine “livello di astrazione”. Per “livello di astrazione” non vuole intendere pensieri di tipo elevato, o simbolico, etc. Intende invece, “astrarre da”, vale a dire, prendere da una certa cosa una parte della sua totalità. Il punto di partenza della Semantica Generale è questo: nell’osservare un processo naturale (un evento, un fenomeno), possiamo solo astrarne – cioè percepirne – una parte.

Nel fare un’affermazione su un oggetto o un evento, un individuo “astrae” solo poche delle sue caratteristiche. Se dice: “La sedia è marrone!” dovrebbe intendere che il colore marrone è una delle sue qualità, e dovrebbe essere conscio, mentre parla, che la sedia ha molte altre qualità. La “consapevolezza di quando si compie un’astrazione” costituisce una delle principali differenze fra una persona che ha incorporato i principi della Semantica Generale e una che invece non lo è.

Nell’interesse della sanità mentale, ricordate: “La mappa non è il territorio, la parola non è la cosa che descrive”. Quando la mappa viene confusa con il territorio, nell’organismo si stabilisce un “turbamento semantico”. Il turbamento continua fino a che non vengono riconosciute le limitazioni della mappa.

Nell’interesse della sanità mentale, SPECIFICATE: Non dite “due bambine..” a meno che non intendiate: “Mary e Jane, due bambine, diverse una dall’altra e da tutte le altre persone al mondo.. “.

Nell’interesse della sanità mentale, DATATE: Non dite: “Gli scienziati credono..”. Dite: “Gli scienziati credevano nel 1970..” “John Smith (1970) è un isolazionista..”. Tutte le cose, comprese le opinioni politiche di John Smith, sono soggette a mutamenti e di conseguenza possono essere citate soltanto in riferimento a un dato momento. Le date per la Semantica Generale sono degli indici particolari. L’interesse e l’uso delle date è simile all’uso degli indici perché ci permettono di ricordare che le cose, la gente, le teorie, etc., cambiano con il 'tempo'

Nell’interesse della sanità mentale, badate a non ETICHETTARE. Parole come fascista, comunista, democratico, repubblicano, cattolico, ebreo si riferiscono ad esseri umani, che non corrispondono mai esattamente a un’etichetta.

Nell’interesse della sanità mentale, usate le VIRGOLETTE: per esempio, mente “conscia” e “inconscia” sono due termini che vengono utili nelle descrizioni, ma non è provato che questi due termini rispecchino con accuratezza il livello come “processo” degli eventi. Sono mappe di un territorio su cui, probabilmente, non potremo mai avere informazioni esatte. Poiché l’approccio non-Aristotelico riguarda l’individuo, la cosa importante è essere consapevole del significato “multiordinale” – cioè a più valori – delle parole dette o udite.
Le virgolette segnalano dei termini e delle frasi che appaiono discutibili a diversi gradi e per ragioni neuro-linguistiche, metodologiche, epistemologiche, etc. Ad esempio: 'corpo', 'spirito', 'emozione', 'intelletto', 'spazio', 'tempo', etc.











Nell’interesse della sanità mentale, ricordate:

• primo viene l’evento, lo stimolo iniziale;
• secondo è l’impatto nervoso dell’evento, attraverso i sensi;
• terza è la reazione emotiva basata sull’esperienza passata dell’individuo;
• quarta viene la reazione verbale.

Molti individui identificano la prima e la quarta fase, e non sono consci dell’esistenza della seconda e della terza.


Nell’interesse della sanità mentale siate consapevoli della AUTORIFLESSIVITA’. Una affermazione può essere relativa alla realtà, o può essere relativa a una affermazione su una affermazione relativa alla realtà. L’autoriflessività suona tremendamente familiare ad ogni percorso formativo fondato sulle applicazioni della neuro-semantica (vedi: www.neurosemantica.it ). In particolare la neuro-semantica ha sviluppato il modello dei meta-stati e più di un centinaio di pattern che non contemplano solo i principi della Semantica Generale, ma anche quelli della Terapia della Realtà, Logoterapia etc. E sempre a proposito della natura riflessiva della nostra mente c’è un modello della neuro-semantica – le linee della mente - che rappresenta la verbalizzazione dei meta-stati.